| Il nome di questo
particolare tipo di tegola deriva dagli elementi che costituivano le coperture
delle abitazioni romane, nelle quali era usata l'antichissima "tegulae",
ampiamente citata da Vitruvio nel suo trattato "De Architectura"
redatto nel primo secolo a.C.. In tempi più recenti questo tipo di tegola
è stata rinominata embrice. Il manto di copertura realizzato con embrici,
pur essendo più pesante altre tipologie di coperto, offre svariati vantaggi.Il
"coperto alla romana" permette un più veloce smaltimento delle
acque di scarico, non trattiene sedimenti estranei al manto di copertura
ed offre ottime caratteristiche di stabilità realizzando uno strato resistente
ai problemi di rottura grazie alla larga base di appoggio che lo rendono
praticabile per operazioni di manutenzione e controllo. |
|
|
|
Nella soluzione più tradizionale (ormai
abbastanza inconsueta nelle realizzazioni contemporanee) tutto il manto
di copertura è ottenuto utilizzando unicamente gli embrici, con la messa
in opera di elementi rovesciati anche nello strato superiore. Nel tempo,
con sempre maggiore frequenza, il completamento superiore del manto di
copertura, assicurato inizialmente dalle stesse tegole romane, è stato
sostituito (per motivi economici e di funzionalità) da file di coppi,
che realizzano la "saldatura" del manto unendo fra loro le file
contigue di embrici.
|
 |
  |